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Post del forum
Isabel
10 ago 2025
In Cristalli e Chakra
L’ultima volta ci siamo lasciati con la rinascita di Vaiana, l’eroina del film Disney Oceania.
Secondo la mia teoria, il terzo capitolo della sua storia parlerà del suo potere , lo stesso che abita nel terzo centro energetico: Manipura.
Manipura vibra di energia gialla, la fiamma della forza di volontà, del dinamismo e della sovranità interiore.
Il suo potere è sano quando è in equilibrio: non schiaccia gli altri, ma nemmeno si nasconde o si sacrifica.
Come scrive Anodea Judith in Il libro dei chakra, gran parte del potere nel mondo di oggi si fonda ancora sulla lotta e sull’opposizione, dove una parte vince e l’altra perde. Lo vediamo nel razzismo, nel sessismo, nel classismo e in ogni forma di “-ismo”.
Il vero potere è un sole che scalda, non una fiamma che brucia.
È la sicurezza di sé, la capacità di prendersi i meriti quando è giusto, ma anche di far brillare gli altri.
Il giallo di Manipura porta chiarezza, fiducia e autorevolezza.
Il simbolo perfetto per questo chakra? L’ape .
Operosa, costante e fondamentale per l’equilibrio del pianeta.
Nell’archetipo dell’ape regina troviamo la sovranità, ma anche la dolcezza di chi porta nutrimento e gentilezza nelle proprie azioni. Così dovrebbe agire un terzo chakra in armonia.
Di seguito, i cristalli che possono aiutare a coltivare questa fiamma interiore…
Altare con chips di Quarzo citrino e ambra
AMBRA
L'ambra non è un cristallo, ma una resina fossile. E' molto utile per il terzo chakra, poichè lo rafforza stimolando il metabolismo e aumenta energia gioiosa.
Altare con chips di Quarzo citrino e Pirite
PIRITE
E' il cristallo dell'ego. Aiuta a brillare nelle situazioni di tutti i giorni, agendo sull'emozione della paura che ostacola un equilibrio sano del terzo chakra.
Quando appare una pirite significa che sei nel posto giusto 😉
Altare con chips di Quarzo citrino e Quarzo citrino
QUARZO CITRINO
E' il cristallo chiave del terzo chakra. Con il suo giallo luminoso e caldo, infonde ottimismo. Infatti è come avere un piccolo sole tra le mani. Aiuta a ritrovare positività nelle situazioni difficili della vita.
Altare con chips di Quarzo citrino e Occhio di Tigre
OCCHIO DI TIGRE
L'occhio di tigre agisce sulla forza di volontà, che spesso abbandona il nostro terzo chakra. E' utile per chi soffre di depressione (sempre in affiancamento a un percorso terapeutico professionale) e, in generale per chi ha perso autostima e grinta.
L'occhio di tigre letteralmente aiuta a tirare fuori la "tigre" che è in noi!
Altare con chips di Quarzo citrino e Calcite gialla e miele
CALCITE GIALLA E MIELE
La Calcite gialla e miele aiuta a ritrovare lucidità e chiarezza mentale. Dona la forza di agire anche nelle situazioni difficili.
Sostiene un maschile sano, capace sia di brillare in prima persona, sia di far brillare gli altri.
Altare con chips di Quarzo citrino e Quarzo Ametrino
QUARZO AMETRINO
Il quarzo ametrino è l'unione tra Ametista e Quarzo citrino.
E' ideale per portare equilibrio tra energia maschile e energia femminile, tra il fare e il lasciare andare, tra anima e personalità.
L'equilibrio è la chiave per mantenere l terzo chakra in armonia.
Fammi sapere nei commenti quale cristallo ti chiama di più.
E, come sempre vi aspetto sui miei canali social dell'Arcobaleno dei cristalli su Instagram e TikTok per continuare a esplorare insieme il mondo dei chakra, dei colori e dei cristalli.
Un abbraccio cristallino,
Isabel
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Isabel
19 mar 2025
In Cristalli e Chakra
Prima di continuare il viaggio sul ponte dell'arcobaleno dei 7 chakra e accompagnarvi alla scoperta del terzo centro energetico, oggi sento il bisogno di fare una piccola deviazione.
Una deviazione che, in realtà, ci riporta proprio alle fondamenta: il Primo Chakra, attraverso un racconto che parla di radici, identità e coraggio.
A novembre ho scritto un post sul primo film di Oceania in occasione dell’uscita di Oceania 2.
Ho ritenuto fondamentale parlarvi di Oceania perché lo trovo un film profondamente spirituale, capace di connettersi con un linguaggio sottile che trova un’identità nei chakra e nei cristalli.
A dimostrazione che sono consapevole di ciò che dico, oggi vi parlerò di Oceania 2.
Se ancora non l’avete visto, saltate questo post; se invece lo avete già visto, sono curiosa di sapere cosa ne pensate. Buona lettura!
Se avete letto il post sul primo film di Oceania, sapete che l’ho collegato al Quarto Chakra, e ho spiegato perché.
Il secondo film prosegue il viaggio evolutivo di Vaiana, che in realtà rappresenta — secondo me — il cammino che la Disney ci invita a intraprendere nella vita.
Il primo film ci suggerisce che il primo passo per evolvere e portare bellezza nel mondo è aprire il cuore, perché è proprio da lì che possiamo disintossicarci dalle emozioni dense, come la rabbia, che spesso finisce per identificarci.
L’accoglienza e l’accettazione sono i veri valori da portare nel mondo.
Nel secondo film, vediamo una Vaiana più matura: è diventata una navigatrice più consapevole, anche se non ancora esperta.
Iniziamo però a intravedere le sue doti da leader: forma la sua ciurma, si circonda di persone con qualità diverse, in grado di sostenerla nel suo viaggio.
La missione è chiara: trovare Motufetu e portarla in superficie. Solo così l’isola degli abitanti di Vaiana non scomparirà.
Ed è qui che entra in gioco il collegamento con un altro chakra fondamentale: il Primo Chakra, Muladhara, il chakra della radice.
È ormai evidente che Vaiana, in quanto navigatrice e connessa al mare (elemento simbolico delle emozioni), dopo aver aperto il cuore nel primo film, si trova ora ad affrontare il passato, le sue radici e il suo inconscio.
Il Primo Chakra risponde alla domanda:
Chi sono io?
È come se questo chakra dicesse:
“Io sono qui. Esisto. Ho un posto nel mondo. Ho il diritto di occupare spazio.”
Questo film parla profondamente dell’identità di Vaiana: ci parla di conoscere noi stessi per capire qual è il nostro posto nel mondo.
Sia in senso figurato che in senso fisico: se Vaiana non porta in superficie Motufetu, perderà la sua casa, la sua isola.
E l’isola è la metafora del nostro luogo sicuro, del senso di appartenenza, della nostra casa interiore.
Conoscere le proprie radici e il proprio passato costruisce la nostra identità.
Ma non solo.
Ci permette anche di onorare o trasformare ciò che abbiamo ereditato, per poi riappropriarci del nostro potere personale.
Il miglior modo per conoscere il nostro passato è scoprire cosa c’è nel nostro inconscio, capire a fondo chi siamo. Solo così possiamo posizionare, mattone dopo mattone, le fondamenta della nostra personalità.
(Ne ho parlato anche nel post dedicato al Primo Chakra.)
SPOILER ALERT
Nella scena in cui Vaiana tocca Motufetu, entra in contatto con ciò che non conosce e che deve portare in superficie. E lì, in quel momento, muore.
Questa è, a mio avviso, la scena più potente dopo quella in cui restituisce il cuore a Te Fiti.
La morte, nei Tarocchi, è l’archetipo della trasformazione e del cambiamento profondo.
Ed è qui che voglio citare le meravigliose pratiche che abbiamo a disposizione per conoscerci davvero:
la terapia, la nobile arte dei Tarocchi, l’analisi del tema natale, la meditazione e tutte le pratiche olistiche ed esoteriche che ci aiutano a rendere visibile ciò che è nascosto, a portare alla luce l’inconscio.
L’ossidiana è il cristallo più adatto da associare al secondo film di Oceania.
L’associo esattamente alla missione di Motufetu. Perché lo scopo è far riemergere ciò che è nascosto negli abissi del nostro inconscio.
L’ossidiana nera, come tutte le ossidiane, agisce sulle paure ed è un cristallo (per essere precisi è un vetro vulcanico) che aiuta a far emergere l’ombra.
Ossidiana nera
Il passato si manifesta allora anche attraverso i nostri antenati: perché il passato va riconosciuto e accolto come una forza, non come un ostacolo.
Vaiana rinasce, e rinasce più forte.
Lo vediamo nel tatuaggio che appare sul suo corpo: ora è diventata una semidea, come Maui.
Il percorso che Vaiana compie tra il primo e il secondo film ci mostra che:
• Il primo passo per evolvere è aprire il cuore (Quarto Chakra)
• Il secondo è conoscere chi siamo (Primo Chakra)
E poi… arriva un indizio.
Dai titoli di coda possiamo intuire che ci sarà un Oceania 3, anche se non è stato ancora annunciato ufficialmente.
A mio parere, il viaggio tra i chakra non è ancora finito, e il prossimo film potrebbe esplorare il Terzo Chakra, Manipura.
Io credo che vedremo uno scontro tra Vaiana e Nalo, e che Vaiana, ora più consapevole di sé e delle proprie radici, sarà pronta a mostrare il suo potere al mondo.
Manipura, il chakra del plesso solare, ci invita proprio a questo: mostrare con sicurezza il nostro potere, la nostra luce, la nostra volontà.
Ora sono curiosa di sapere: avete colto anche voi ciò che ho visto io… o avete percepito altri simboli e messaggi? Raccontatemelo nei commenti, vi leggo!
Un abbraccio cristallino,
Isabel
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Isabel
07 mar 2025
In Cristalli e Chakra
Il secondo chakra è associato al colore arancione, simbolo di vitalità, piacere e creatività. Ed è proprio attraverso la creatività che possiamo riscoprire la nostra vera essenza.
Da bambini, esprimevamo le emozioni in modo naturale: disegnavamo, ballavamo, inventavamo storie senza pensarci troppo. Crescendo, abbiamo perso quella spontaneità, soffocando il nostro sentire sotto regole e razionalità. Ma la creatività è il mezzo più potente per riconnetterci a noi stessi.
Attività come disegnare, dipingere, recitare, ballare ci mettono in contatto con la nostra autenticità. E i colori sono tra gli strumenti più potenti per riportarci in contatto con le emozioni. Sì, le emozioni hanno un colore.
Quando ci sentiamo spenti e disconnessi da noi stessi, vediamo tutto nero—come ho scritto per il Primo Chakra. Ma quel nero è anche un’opportunità: è lo sfondo perfetto per far risplendere nuovamente i colori della nostra anima.
Quali sono dunque i cristalli per sentire?
Altare con corniola e chips di corniola
CORNIOLA
L’energia vibrante della corniola è ciò che serve per Metterci in contatto con le nostre emozioni. È energizzante e spinge al divertimento. La corniola ha un’energia estremamente femminile. Agisce sull’intestino che a livello profondo e simbolico si occupa dell’elaborazione e dell’assorbimento delle emozioni. Quando guardo la corniola sento immediatamente l’energia creativa. Infonde coraggio e rende creativi.
Altare con rame e chips di corniola
RAME
È un metallo sacro alla dea Venere, la dea dell’amore, della bellezza e della creatività. Infonde coraggio nel realizzare i propri sogni e ci mette in contatto con la nostra energia creativa. Favorisce l’ispirazione artistica e il coraggio di esprimersi.
Altare con Agata albicocca e chips di corniola
AGATA ALBICOCCA
L’Agata albicocca è una pietra utile a chi ha sempre "dato" agli altri, aiuta l'equilibrio emotivo e a riprendersi cura di sè, con dolcezza aiuta a comprendere la differenza tra egoismo e amor proprio.
Altare con Pietra di luna e chips di corniola
PIETRA DI LUNA PESCA
La pietra di luna ci rende più intuitivi e ci spinge ad essere più ottimisti. È il cristallo che ci supporta nei cambiamenti. Bilancia le nostre emozioni e ci mette in contatto con il femminile.
Altare con sfera di selenite e chips di corniola
SELENITE ARANCIONE
La selenite in generale agisce sul settimo chakra, quella arancione sul secondo. Innalza le energie ed è molto utile a livello sessuale poiché aiuta a raggiungere il piacere.
Altare con sfera di Shivalingam e chips di corniola
SHIVALINGAM
aiuta a trovare l’equilibrio tra il maschile e il femminile. Nel culto dell’induismo rappresenta Shiva. Armonizza l’energia sessuale e creativa. Perfetta sé vuoi lavorare sulla trasformazione e per superare vecchi schemi
Quale attività creativa ti fa sentire più autentico e connesso al tuo sentire? Disegnare, ballare, scrivere… o qualcos’altro?
Ti aspetto nei commenti! 🙂
Un abbraccio cristallino,
Isabel
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Isabel
04 feb 2025
In Cristalli e Chakra
Avete presente quando nei film horror il protagonista scende giù in soffitta?
Non una scena molto rassicurante vi pare?
Probabilmente una delle scene più inquietanti e con più suspance di tutto il film.
Ma ciò che ci spaventa di più è spesso ciò che non conosciamo. E conoscendolo, scopriamo che non è poi così terribile. Esplorare il nostro inconscio può sembrare spaventoso, proprio come scendere in una soffitta buia. Ma è lì che si nascondono le chiavi per comprendere chi siamo davvero.
Secondo voi perché?
Ci arriveremo.
Oggi sono qui per parlarvi del primo chakra principale: Muladhara.
Muladhara, il primo centro energetico, a cui è associato il colore rosso, è il chakra della stabilità, del radicamento e della praticità.
La persona che ha un chakra della radice in equilibrio, probabilmente è una persona molto radicata, concreta, con i piedi per terra. Una persona sicura di sè, che sa quello che è, decisa.
Questa decisione e fermezza è data dal colore rosso, che spinge ad essere coraggiosi. Questo colore trasmette vitalità, è energizzante e dona forte personalità. Questo è l’aspetto positivo del rosso, perché può trasmettere rabbia e agitazione con il suo forte impatto.
C’è anche un altro colore associato al primo chakra. Il nero.
L’altra faccia della medaglia di Muladhara.
Perché quando non ci conosciamo, viviamo nel caos delle nostre emozioni, e quando c’è questa confusione, brancoliamo nel buio.
Il buio.Il nero.
Il grande colore che più di tutti dona energia trasformatrice.
L’energia yin.
Il femminile.
La notte.
La luna.
La luna nera (Lilith)
Lilith, come il chakra della radice, ci spinge a scoprire e integrare le parti più nascoste di noi stessi. Non è un caso che abbia scelto questo nome per il mio gatto: è un tema che sento molto vicino. Proprio perché mi sta molto a cuore questo tema, sono qui a dire e ad urlare l’importanza di scendere giù per le scale della soffitta del nostro inconscio, per liberarci dalla non conoscenza, per liberarci da emozioni come la paura. La rabbia. Che ci incatenano e non ci permettono di evolvere. Lilith nell’astrologia ci insegna cosa dobbiamo scoprire di noi. Cosa dobbiamo integrare.
Questo è Muladhara.
Prima di compiere il nostro viaggio sui chakra superiori dobbiamo avere il coraggio di scendere nella soffitta al buio, di accendere la lampadina e illuminare le nostre paure. Muladhara ci invita a iniziare questo viaggio verso la conoscenza di noi stessi, partendo dalle radici, dalla base.
Puoi farlo con la terapia.
Io qui ti dico come farlo in cristalloterapia.
I cristalli per Muladhara.
Le problematiche associate al primo chakra possono essere tante: rabbia, paura, confusione mentale, volatilità, scarsa energia.
Andiamo a vederne alcuni.
Solitamente chi ha un primo chakra in disequilibrio, tende ad avere energia bassa.
Probabilmente ha confusione mentale. E probabilmente si sente poco radicato e stabile mentalmente.
I cristalli che consiglio sono tra i più radicanti in questo senso.
LEGNO FOSSILE
stabile e terreno, l’energia marrone del legno fossile è legata alle radici di un albero. Usalo se tendi ad essere volatile e voli più in alto che in basso. È chiamato anche legno sicilizzato.
Funziona bene con le persone poco flessibili, che tendono ad essere rigide sia fisicamente che mentalmente.
TORMALINA NERA
Meglio se grezza. Altamente radicante, ti protegge dal tuo inconscio che bussa per farsi vedere e che devi integrare.
Assorbe le energie dense e basse che ti porti dietro.
SEPTARIA
Solo se sei pront* perché va usata con consapevolezza, lasciati affiancare dall’energia della Septaria.
Questo cristallo può aiutarti, insieme alla terapia, a vedere il vuoto che colmi con altro. Agisce anche sul quinto chakra, il chakra della gola e della comunicazione, poichè aiuta ad esprimerlo a parole.
OSSIDIANA NERA
Agisce sulle paure come tutte le ossidiane.
In questo caso l’ossidiana nera illumina le tue zone di ombra portando fuori ciò che è celato, proibito che devi integrare. È un cristallo di verità.
Respinge la negatività.
DIASPRO ROSSO
Il cristallo della vitalità. È energizzante.
Spinge a trovare la forza e il coraggio nelle situazioni stagnanti della vita in cui facciamo fatica ad agire.
Come dice Luca Apicella nel libro I cristalli dei 7 chakra, Ed. Vivida, protegge dai vampiri energetici.
Siamo giunti al termine di questo primo viaggio insieme.
Ti lascio con una domanda: astrologicamente, in quale segno si trova la tua Lilith?
Scrivilo qui nei commenti e se ti è piaciuto questo viaggio, seguimi per continuare ad esplorare il mondo dei chakra e dei cristalli, qui sul forum e sulle mie pagine social. Mi trovate come sempre su Instagram e TikTok con L’ar🌈obaleno dei cristalli dove tramite i cristalli posso aiutarti a capire cosa integrare nella tua vita.
Un abbraccio cristallino,
Isabel
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Isabel
23 gen 2025
In Cristalli e Chakra
Oggi vorrei condividere con voi un tema affascinante: il legame tra chakra e colori.
Non possiamo parlare di cristalli, della loro energia, senza prima esplorare i chakra, e non possiamo comprendere i chakra senza considerare i colori dell’arcobaleno.
I 7 centri energetici principali, i chakra, corrispondono ai 7 colori dell’arcobaleno. Ma prima di entrare nei dettagli, fermiamoci un attimo a riflettere su questo straordinario simbolo:
Dal libro “Sogni & simboli” scritto da Azzurra D’Agostino. Illustrazioni di Federica De Fazio, Ed. Vivida
L’arcobaleno rappresenta l’unione tra terra e cielo. Con i suoi 7 colori, crea un ponte tra il mondo materiale, legato alla nostra vita terrena, e il mondo spirituale, connesso al divino e a ciò che non possiamo vedere.
Ci insegna che siamo esseri fatti di stadi evolutivi, e che il nostro cammino è trasformare ogni colore, ogni energia, in qualcosa di straordinario.
I7 chakra principali rappresentano infatti i nostri bisogni. Mi ricordano la piramide di Maslow, che ho studiato sia nei libri di psicologia al liceo, sia durante i miei studi di marketing. Questo concetto ci guida nella comprensione dei bisogni umani e trova un’interessante corrispondenza nel mondo spirituale: la parola chakra, che in sanscrito significa “ruota”, ci ricorda che ognuno di essi è un’opportunità di crescita per risolvere i conflitti e armonizzare la nostra energia.
Se senti che un colore o un’energia ti parla in modo particolare, o se desideri comprendere meglio le tue dinamiche interiori, ti invito a prenotare una consulenza con me. Insieme esploreremo i tuoi chakra, i colori e i cristalli che possono aiutarti nel tuo percorso di crescita personale. Ogni consulenza è unica, pensata per guidarti verso maggiore equilibrio, consapevolezza e serenità.
Scrivimi, e iniziamo questo viaggio insieme!
I 7 chakra principali e i loro colori.
Vediamo insieme quali sono:
1. Muladhara — il chakra della radice (Rosso/nero)
2. Svadhisthana— il chakra sacrale (arancione)
3. Manipura— il plesso solare (giallo)
4. Anahata— il chakra del cuore (verde/rosa)
5. Vishuddha— il chakra della gola (blu/azzurro)
6. Ajina — il terzo occhio (indaco)
7. Sahasrara — il chakra della corona (viola/bianco)
Ogni chakra è legato a un colore dell’arcobaleno, e insieme esplorano il nostro viaggio evolutivo. Nei prossimi post li affronteremo uno per uno, scoprendo le loro caratteristiche e come lavorarci con i cristalli e i colori.
I cristalli sono infatti lo strumento per indagare sulle nostre tematiche dell’anima e evolvere verso la nostra dimensione più completa e sacra.
Se siete interessati al tema, troverete molte ispirazioni sulle mie pagine Instagram e TikTok — L’ar🌈obaleno dei cristalli — e nei libri che questa casa editrice propone, strumenti preziosi per la crescita personale e spirituale.
E ora, due domanda per te che mi stai leggendo:
• Qual è il tuo colore preferito?
• E quale colore non ti piace?
Condividi le risposte nei commenti, e vedremo insieme cosa questi colori possono rivelare di te! Le risposte che ti daró sono prese dal libro di Ilaria Di Donato: “L’intelligenza dei colori - Un arcobaleno per la ricerca della felicità”
Un abbraccio cristallino,
Isabel
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Isabel
30 dic 2024
In Noir, Gothic e Archetipi
Il 26 dicembre è uscita la seconda stagione di Squid Game, una delle serie più viste al mondo.
Fin dalla prima stagione, la serie ha fatto un uso incisivo di colori e simboli, elementi che hanno contribuito a rafforzare il messaggio alla base della trama.
Chi mi segue sui social sa che sulla mia pagina L’Ar🌈obaleno dei cristalli parlo moltissimo di colori, chakra e cristalli, e ne approfitto per darvi la mia interpretazione sull’uso dei colori e dei simboli nella serie.
I colori: il verde e il rosa
Il colore delle tute dei concorrenti, dal numero 01 al 456, è il verde. Questo colore, associato al quarto chakra (Anahata), in Squid Game rappresenta l’abbondanza e il desiderio di risolvere i problemi finanziari che assillano i partecipanti. Non a caso, l’espressione “sono al verde” si adatta perfettamente al contesto.
Ma il verde non è solo sinonimo di difficoltà economiche: è anche speranza e rinascita. I concorrenti, attraverso il gioco, cercano una nuova vita, libera dai loro debiti. Chi vince, infatti, ha la possibilità di ricominciare da capo.
Dall’altra parte ci sono le guardie, che indossano un rosa acceso come colore principale. Questo rosa non è delicato, ma rappresenta potere, forza e autorità, contrastando nettamente con il verde, simbolo di vulnerabilità ma anche di aspirazione.
Posso dire una cosa? Appena ho visto l’arcobaleno in questa seconda stagione ho urlato! Non ha 7 colori, come possiamo vedere in una scena del film, ma 5. Tuttavia, è stato incredibile vederlo. E non ho potuto fare a meno di pensare alla mia pagina, L’Ar🌈obaleno dei cristalli . Coincidenza? Forse. Ma per me è stato un segno che i colori parlano sempre, basta saperli ascoltare.
I simboli: cerchio, triangolo e quadrato
I simboli ricorrenti di Squid Game—cerchio ⭕️, triangolo 🔼e quadrato⏹️—sono fondamentali per la narrazione. Li troviamo sui biglietti da visita consegnati ai concorrenti e sui caschetti delle guardie.
Nell’esoterismo e nel mondo spirituale hanno dei significati specifici.
• Il cerchio rappresenta l’infinito, la dimensione spirituale e la parte femminile. È associabile al settimo chakra (Sahasrara), simbolo di connessione universale e trascendenza.
• Il triangolo, con la sua base solida e il vertice che punta verso l’alto, simboleggia il cambiamento, la forza rigeneratrice e l’unione tra spirito e materia. La sua forma richiama il numero 3, che rappresenta equilibrio e dinamismo. Lo associo anche al terzo chakra (Manipura), legato al potere personale, alla determinazione e alla capacità di trasformazione.
• Il quadrato è stabilità, solidità e energia maschile. Nella serie, richiama il concetto di controllo e potere assoluto, in quanto indossato dai capi. Lo associo al primo chakra (Muladhara), legato alla terra e alla sicurezza materiale. Il quadrato è strettamente legato al numero 4.
Attraverso l’uso dei colori e dei simboli, Squid Game ci invita a riflettere su temi universali come la speranza, il potere e il desiderio di cambiamento.
La sua narrazione ruota attorno a un sistema che sfrutta la disperazione umana, un’immagine drammatica ma estremamente fedele del capitalismo moderno.
Le guardie, con il loro rosa che trasmette autorità, sembrano impersonare un sistema imperscrutabile, dove chi fa rispettare le regole non ha voce, ma è esso stesso prigioniero.
Infine, i simboli stessi (cerchio, triangolo e quadrato) riflettono una gerarchia sociale rigida e immutabile, dove ognuno è incasellato nel proprio ruolo, quasi senza possibilità di salvezza se non a costo della vita stessa.
In questo senso, il colore verde dei concorrenti non simboleggia solo speranza, ma anche il costante inseguimento di una “rinascita” finanziaria, che spesso si rivela un’illusione in un sistema che trae profitto dalla vulnerabilità e dal bisogno.
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Isabel
28 nov 2024
In Cristalli e Chakra
Avete mai pensato che un film potesse parlarci di chakra?
È il caso di Oceania, il film Disney che esplora le tematiche legate al quarto chakra: il chakra del cuore.
In occasione dell’uscita del secondo capitolo, voglio parlarvi del collegamento tra il primo film e Anahata, il chakra del cuore.
Oceania pone l’attenzione sul cuore come centro energetico e sull’importanza di metterci in contatto con il nostro potenziale.
Il film ci insegna quanto sia fondamentale conoscere le nostre origini, ma anche quanto valore ci sia nel costruire qualcosa di bello partendo da ciò che siamo. La scoperta di noi stessi richiede impegno e tempo, un tempo rappresentato simbolicamente dal mare.
Il mare, in questo caso, simboleggia la vita e i pericoli che Vaiana affronta sono le difficoltà che incontriamo lungo il nostro cammino. Tuttavia, il tema centrale del film è l’apertura del cuore e la spiritualità che ne deriva quando questo chakra è in equilibrio.
SPOILER ALERT
Ad un certo punto, Vaiana deve restituire il cuore (un cristallo) a Te Fiti, la dea che dona vita alle isole del Pacifico, simbolo della Madre Terra. Senza il cuore, rubato da Maui, Te Fiti si trasforma in Te Kā, una divinità arrabbiata che cerca di ostacolare Vaiana.
Vaiana si avvicina a Te kā
La scena in cui Vaiana si avvicina a Te Kā per restituirle il cuore è di una profondità disarmante. È qui che si rende conto che Te Fiti e Te Kā sono la stessa entità.
Un messaggio universale
Questa scena offre diverse chiavi di lettura:
• Ambientale: La natura, privata del rispetto e dell’amore dell’uomo, si ribella, ma ci ricorda che è possibile guarirla con gesti di amore e sostenibilità.
• Spirituale: Da un punto di vista olistico, la scena simboleggia Anahata, il chakra del cuore. Quando questo centro energetico è bloccato, può trattenere emozioni pesanti come rabbia, tristezza o incomprensione. La compassione e il perdono sono le energie che possono liberarlo.
Vaiana non combatte Te Kā, ma la comprende e la accoglie, restituendole il cuore. Questo gesto trasforma la rabbia in amore, e Te Kā torna ad essere Te Fiti, verde come l’energia sprigionata da Anahata.
Il cuore di Te Fiti
Il cristallo di Anahata
In cristalloterapia, il cuore di Te Fiti potrebbe essere rappresentato dalla malachite, un cristallo verde con cerchi concentrici, utilizzato per assorbire emozioni pesanti come rabbia e ansia e disintossicare il cuore.
Vaiana è una navigatrice di emozioni: il suo ruolo è riportare equilibrio, proprio come fa un’operatrice olistica che lavora con i cristalli. L’energia del cuore ci insegna che, curata e amata, la natura (e la nostra interiorità) può rinascere e fiorire.
Se volete saperne di più sul chakra del cuore, in questi giorni sulla mia pagina Instagram L’ar🌈obaleno dei cristalli, ne ho parlato in maniera più approfondita.
Vi aspetto! 🙂
Un abbraccio cristallino,
Isabel
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Isabel
11 nov 2024
In Noir, Gothic e Archetipi
Che cosa ha in comune un killer che pugnala senza sosta, un trauma irrisolto e Lilith, la figura enigmatica dell’astrologia? Scopriamolo insieme.
Pochi giorni fa è uscito al cinema il terzo capitolo di Terrifier, film catalogato sotto il genere horror nel sottogenere dello slasher. Genere che amo, non mi vergogno a dirlo.
Il genere slasher si compone di alcuni elementi essenziali:
• un killer che uccide senza motivo apparente e commette omicidi efferati, uno dietro l’altro, servendosi di un’arma tagliente, in maniera spietata.
• Una final girl: l’archetipo della final girl è una figura femminile che sopravvive al killer e spesso riesce a sconfiggerlo.
L’esoterismo e l’inconscio
L’esoterismo è la conoscenza di ciò che sta dentro, di ciò che è nascosto. Chi si interessa di esoterismo è colui che vuole andare oltre la superficie, addentrandosi in zone misteriose per illuminarle di luce, per far emergere la conoscenza. Questo concetto è simile alla psicologia, che indaga l’inconscio, il luogo dove risiedono desideri, paure, pensieri nascosti e traumi.
Ecco il punto su cui voglio concentrarmi: i traumi.
Il killer come personificazione del trauma
Così come il killer non sembra capace di fermarsi e continua a colpire, il trauma continua a manifestarsi in comportamenti disfunzionali che si ripetono. Il killer dei film slasher è proprio la personificazione del trauma non risolto che cerca di emergere e farsi riconoscere.
Come agisce nell’atto pratico? In maniera violenta, pugnalando le vittime che hanno la sfortuna di mettersi sul suo cammino. E il trauma si ripresenta insistentemente nella vita di tutti i giorni, come una ferita che non smette mai di sanguinare, quasi a volere che noi lo vediamo e lo riconosciamo.
Finché…
Finché non lo affrontiamo.
La final girl: il simbolo della resilienza
Ed è qui che entriamo nel cuore del genere slasher: la final girl. La figura centrale, accanto al killer, è la sopravvissuta, la persona che, pur attraversando la violenza, riesce a superarla. La final girl simboleggia la capacità di superare il trauma. È l’archetipo di chi, come noi, affronta il proprio dolore, si ribella e dice: “Basta, ora è troppo. La violenza finisce qui.”
Lilith e l’integrazione del trauma
Lilith, nel mito, è stata la prima donna di Adamo, la cui essenza non è mai stata riconosciuta. Astrologicamente, Lilith rappresenta quindi quella parte di noi che vogliamo tenere nascosta, una parte che non siamo pronti ad affrontare, ma che bussa per emergere. Lilith è l’inconscio, la parte nera di noi, quella che, proprio come il trauma, colpisce, “pugnala”, per farsi vedere e riconoscere.
Quando integriamo Lilith, riconoscendola, smette di avere potere su di noi. Ma non è mai una liberazione definitiva: Lilith viene integrata, diventando una parte di noi che non dobbiamo più temere.
Le final girl e l’integrazione della violenza
Le final girl, come chi affronta un trauma, non sono mai più le stesse alla fine del film. Colei che all’inizio sembrava un’innocente spettatrice, diventa una persona che ha integrato il trauma, che ha preso possesso della sua forza interiore, anche attraverso l’uso della violenza, proprio come il killer.
Le final girl non solo sopravvivono, ma crescono attraverso quella violenza, la riconoscono e la trasformano.
Il trauma e la creatività
Il trauma non se ne va mai del tutto. Tuttavia, possiamo imparare a conviverci, ad elaborarlo, forse per riutilizzarlo sotto forma di forza creatrice. Questa è la vera sfida: trasformare il dolore in qualcosa di potente. Può avvenire attraverso l’arte, la scrittura o, come nel mio caso, la spiritualità. Le pratiche che utilizzo con i cristalli sono per me uno strumento per entrare in contatto con la mia energia creativa e per trasformare le difficoltà in risorse.
Io ho appena usato i miei traumi per scrivere questo post e lasciarvi una chiave di lettura, ma voi come trasformate le difficoltà in risorse?
Un abbraccio,
Isabel
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Isabel
06 nov 2024
In Cristalli e Chakra
I cristalli sono nostri amici; non mi stancherò mai di dirlo. La loro energia interagisce direttamente con la nostra. Durante un trattamento di cristalloterapia o una semplice meditazione, il cristallo ci parla.
I cristalli hanno un loro linguaggio, un linguaggio sottile. Per questo motivo, il loro modo di comunicare inizialmente può essere delicato e difficile da percepire. Ma come in qualsiasi tipo di comunicazione, perché i nostri amici possano interagire con noi, dobbiamo metterci nella condizione di ascoltare e prestare attenzione al messaggio che vogliono trasmetterci.
Per ascoltare, dobbiamo fermarci. Dobbiamo mettere in pausa la nostra vita. E in un mondo sempre più frenetico, che ci spinge costantemente a fare e ad agire, l’ascolto è diventato quasi un lusso. Non ci rendiamo conto, però, che fermarci per prestare ascolto può davvero salvarci. L’ascolto dei cristalli è in realtà l’ascolto di noi stessi, delle nostre emozioni, della nostra vera essenza.
Ma come si effettua l’ascolto dei cristalli?
Per ascoltare un cristallo sono necessarie due cose: coraggio e tempo.
Il coraggio di scoprire lati di noi stessi che ancora non conosciamo.
Il tempo per meditare (almeno 15 minuti).
Se hai questi requisiti, mettiti sedut* in una posizione comoda in un ambiente tranquillo, dove non ci siano distrazioni.
Per iniziare questo viaggio meditativo, puoi aiutarti con suoni o tracce rilassanti. Se, ad esempio, vuoi ascoltare un cristallo associato a un chakra specifico, ti consiglio di cercare la traccia corrispondente su YouTube e far partire il suono del chakra scelto: sarà un’esperienza super rilassante!
Tornando all’ascolto dei cristalli, dopo aver trovato una posizione comoda (puoi scegliere se stare sedut* o sdraiat*), prendi il tuo cristallo-amico e ponilo sulla mano sinistra. La mano sinistra è la mano ricevente, collegata all’energia femminile: un’energia accogliente e morbida, che va a dialogare con la nostra parte più emotiva e sensibile.
Con il cristallo nella mano sinistra, effettua una respirazione meditativa (inspira dal naso ed espira dalla bocca) e inizia a prestare ascolto a quello che il cristallo vuole trasmetterti. Potresti sentire un leggero formicolio o semplicemente percepire che il cristallo si è perfettamente integrato nella tua mano.
Illustrazione di Alessandra De Cristofaro
Così inizia il dialogo con il tuo cristallo. Rimani in ascolto del tuo amico. Se non percepisci nulla, non scoraggiarti! Roma non è stata costruita in un giorno. La società ci insegna che possiamo ottenere tutto subito; il mondo olistico e spirituale, invece, ci invita ad abbandonare questa credenza.
Spero che leggiate questo post e condividiate con me le vostre impressioni sull’ascolto dei cristalli. Mi trovate sempre su Instagram, nella pagina L’Arcobaleno dei Cristalli, e anche su TikTok.
Buon ascolto dei vostri cristalli amici, e non dimenticate di annotare le vostre impressioni su un quadernino!
Un abbraccio cristallino,
Isabel
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Isabel
23 ott 2024
In Tarocchi e Oracoli Vivida
Oggi vi parlo del mazzo oracolo dei cristalli e dei 7 chakra che utilizzo regolarmente.
Un anno fa mi è stato regalato da un’amica perché ho una grandissima passione per i cristalli.
Il mazzo contiene 50 meravigliose carte più il manuale scritto da Luca Apicella, che offre spunti di riflessione per chi esegue le letture.
L’illustratrice, Alessandra De Cristofaro, di cui magari faró un racconto a parte su come ci siamo conosciute, ha fatto un meraviglioso lavoro, facendo toccare con mano la sua visione che è spirituale ma al tempo stesso pop.
Devo dire una cosa però: essendo fan di Vivida, non mi sono limitata al mazzo. Dopo aver visto i meravigliosi lavori di Alessandra, ho cercato cos’altro avesse fatto e ho acquistato il libro “i cristalli dei 7 chakra” che all’inizio trovo sia fondamentale avere, per chi si approccia a questo mazzo per la prima volta. Il libro è scritto anch’esso da Luca Apicella e illustrato da Alessandra De Cristofaro.
Offro anche consulenze con queste carte alle persone che la richiedono.
In cosa consiste una consulenza con il mazzo oracolo dei cristalli e dei 7 chakra?
Prima di tutto richiedere una consulenza con queste carte non è come richiederla con le altre.
Chi viene da me è intenzionato a lavorare su una tematica che si presenta in quel momento nella sua vita.
Come funziona?
Come ho spiegato anche sui miei canali social Instagram e TikTok (che mi trovate come L’Ar🌈obaleno dei cristalli), scelgo tre carte. In base all’energia di quella persona, mi si presenterà in sequenza:
La prima carta riguarda la tematica su cui la persona dovrebbe lavorare.
La seconda riguarda il lavoro da operare su quella tematica e a questo proposito do consigli pratici.
La terza riguarda l’esito sul tipo di persona che potrà diventare chi terrà in considerazione l’andamento delle prime due carte.
Lavorare con questo mazzo, significa lavorare con le energie dei cristalli.
Per chi viene dal vivo, invece, c’è la possibilità di utilizzare i cristalli che sono usciti dalla consulenza per fare un trattamento direttamente sulla persona.
Il bello di queste consulenze è che non sono mai uguali.
Ogni persona porta una tematica diversa e il modo per lavorarci è sempre differente quindi.
Quello che mi piace tantissimo di questo mazzo è il fatto che ci sia entrata subito in contatto, nonostante all’inizio non conoscessi benissimo i chakra, ma mazzi come questo sono così intuitivi che aiutano anche nello studio dei temi stessi.
L’ho usato per scrivere la mia tesina per il corso di “frequenze e cristalline”, ma anche giornalmente con amiche o per me.
Ovviamente bisogna ricordarsi sempre una cosa fondamentale: dopo aver fatto una consulenza dobbiamo pulire il mazzo dalle energie che ha assorbito, così come compiere anche una pulizia su noi stessi.
Ricordo a chi legge che il lunedì pubblico il messaggio della settimana che lascio alle persone che mi seguono e a quelle che capitano sul mio profilo.
Con affetto,
Isabel
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Isabel
15 ott 2024
In Cristalli e Chakra
Mi presento: mi chiamo Isabel. Sono nata in Brasile, a San Paolo, ma a 2 anni sono stata adottata e adesso vivo in provincia di Pisa in un piccolo paesino di campagna.
La mia passione per i cristalli è nata poco più di un anno fa: ero in un periodo di piena crisi. Avevo poche certezze, oscillavo tra stati depressivi e mancanza di motivazione, ero piena di paure e vivevo una crisi totale di creatività e questo mi ha portata ad avvicinarmi al mondo olistico e di conseguenza ai cristalli.
Da quando mi sono avvicinata a loro il mio mondo da nero è diventato a colori. Ho capito cosa significa lavorare su se stessi, ho capito cosa vuol dire avere una visione più chiara e ho capito che siamo dei pittori.
Si, pittori che possono usare i colori che vogliono per dipingere la tela della loro vita.
Oggi a distanza di un anno, devo ancora imparare tanto, ma ho alle spalle due corsi sui cristalli e a breve inizio come operatrice olistica in cristalloterapia.
Sono la fondatrice dell’arcobaleno dei cristalli, una pagina su Instagram e TikTok che parla di cristalli, ma anche dell’importanza dei chakra, dei colori e delle emozioni.
Voglio trasmettere l’amore per il mio progetto, mi piacerebbe che il mondo si riempisse di colori e vorrei che le persone mostrassero i mille colori che hanno perché non abbiamo un unico colore. Siamo fatti di tante sfumature e dobbiamo imparare a vederle. I cristalli che lavorano sui chakra fanno esattamente questo e spero di trasmettere l’amore, la curiosità e la creatività a tutti voi.
Ringrazio Vivida che mi ha dato l’opportunità di raccontarmi: devo molto a questa casa editrice. I miei followers sanno che utilizzo il mazzo oracolo dei cristalli e dei 7 chakra, ma questa è una storia che voglio raccontarvi la prossima volta.
È una storia che merita di essere raccontata.
Con affetto, Isabel
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Isabel
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